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INFORMAZIONI PER I PAZIENTI CHE DEVONO ESSERE SOTTOPOSTI A
COLECISTECTOMIA
LA COLELITIASIIl termine significa la presenza di calcoli in colecisti (o cistifellea). Quest’ultimo è l’organo deputato a svolgere il ruolo di “serbatoio” della bile. La bile a sua volta è formata nel fegato e, attraverso le vie biliari, trasportata all’interno del lume intestinale per favorire i processi digestivi. La colecisti si trova collegata, attraverso un piccolo tubo denominato dotto cistico, alle vie biliari. Per la diagnosi è indispensabile eseguire un’ecografia dell’addome superiore ed esami del sangue specifici per valutare la funzionalità del fegato. Nel dubbio che i calcoli siano presenti anche al di fuori della colecisti risulterà necessario eseguire anche altri accertamenti (risonanza magnetica, endoscopia digestiva). E’ fortemente consigliabile operare la colelitiasi per i seguenti motivi: · Solo i piccoli calcoli formati da colesterolo possono essere trattati con farmaci che tentano di scioglierli. L’evento è per altro estremamente raro. · I calcoli anche se silenti per lungo tempo possono improvvisamente dare le dolorosissime coliche biliari. · I calcoli possono arrivare ad ostruire le vie biliari bloccando il deflusso della bile nell’intestino. Questo comporta il cosiddetto “ittero”, cioè la colorazione gialla della pelle. · I calcoli possono infiammare fortemente il pancreas, organo strettamente a contatto delle vie biliari. Le pancreatiti che ne derivano possono risultare molto pericolose sino a minacciare la stessa vita del paziente. · Diminuire il rischio che insorga un tumore della colecisti.
La sola rimozione dei calcoli non è curativa perché lasciando in sito la colecisti questa tornerà sicuramente a riformare nuovi calcoli. Ecco perché è ampiamente dimostrato come l’intervento corretto sia quello di asportare la colecisti con dentro i calcoli. Sino alla fine degli anni ottanta l’unica tecnica possibile era quella dell’asportazione della colecisti mediante laparotomia, cioè attraverso un’incisione di circa 15-20 cm. sotto l’arco costale destro. Con gli anni novanta è stata messa a punto la tecnica laparoscopica. Questa si realizza mediante quattro piccole incisioni di circa 1 cm. sulla cute addominale. Con questa tecnica si asporta la colecisti sotto il controllo di una telecamera introdotta anch’essa in addome. L’intervento si svolge, con entrambe le tecniche, in anestesia generale. Occorre però dire che non tutti
i casi possono essere completati con la tecnica laparoscopica. Il chirurgo può
infatti iniziare con tecnica laparoscopica e poi passare a quella laparotomica
(cioè con l’incisione sottocostale) nel caso in cui vi siano difficoltà
tecniche. Quest’ultime sono generalmente rappresentate da anomalie anatomiche,
gravi infiammazioni della colecisti e delle vie biliari, imponenti aderenze
all’interno dell’addome dovute a precedenti interventi chirurgici. PERCHE’ LA TECNICA LAPAROSCOPICA · evita la presenza di un’ampia cicatrice chirurgica. · diminuisce la formazione di aderenze all’interno della cavità addominale. · risulta meno traumatica e dolorosa per tutto l’organismo. ·
come conseguenza del precedente punto il paziente avrà:
alimentazione, canalizzazione intestinale, dimissione e ripresa della normale
attività lavorativa molto più veloci. DOPO L’INTERVENTOPotranno essere normali: · dolore d’intensità variabile alle spalle che scomparirà nel giro di pochi giorni. · ecchimosi o piccoli ematomi intorno all’incisione ombelicale che si riassorbiranno dopo otto-dieci giorni. · variabili ma temporanee irregolarità della canalizzazione intestinale. La dimissione avviene in genere due o tre giorni dopo l’operazione. Una settimana dopo potranno essere rimossi i punti presso l’ambulatorio di chirurgia. Verrà inoltre consigliata una dieta da seguire per i primi giorni. |
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