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INFORMAZIONI PER I
PAZIENTI DA SOTTOPORRE A INTERVENTO DI ERNIOPLASTICA
Con il termine ERNIA si intende la fuoriuscita di una
parte del contenuto dell’addome (visceri, omento), ricoperta dalla cute,
attraverso un’area di debolezza della parete addominale. Questa si è realizza
per una lassità costituzionale o congenita della parete muscolare oppure per un
aumento della pressione all’interno dell’addome, ad esempio in chi ha
presentato prolungati periodi di
tosse o in chi effettua lavori particolarmente pesanti. Le ernie più
frequentemente presenti sono quelle inguinali e quelle crurali. Ma possono
esservi anche ernie diaframmatiche, epigastriche, ombelicali. Vi è sempre l’indicazione ad operare un ernia per
i seguenti motivi: ·
Perché
non esiste una terapia medica delle ernie ed è meglio sottoporsi
all’intervento chirurgico quando esse sono di piccole dimensioni, dunque più
facilmente correggibili. ·
Perché
un’ernia tende sempre ad aumentare lentamente ma, progressivamente, di volume.
Si giunge anche a situazioni in cui il contenuto dell’ernia per le sue
abbondanti dimensioni non può più essere ridotto nella cavità addominale ·
Perché
un’ernia, anche se di dimensioni non voluminose, può sempre intasarsi, non
essere più riducibile e di conseguenza correre il pericoloso rischio di
strozzarsi e rendere necessario un intervento chirurgico d’urgenza. Tale
evenienza può comportare anche la resezione di un’ansa intestinale.
L’operazione comporta un’incisione all’inguine,
l’isolamento del contenuto dell’ernia e il suo riposizionamento
nell’addome, successivamente viene riparato il difetto della parete addominale
utilizzando una piccola protesi in rete
che rimarrà per sempre inglobata nei tessuti
rendendoli più resistenti. ANESTESIA·
Anestesia
locale: consentirà di alzarsi subito dal letto, ovviamente con un aiuto, e di
alimentarsi precocemente. E’ anche possibile eseguirla in regime di Day
Surgery ed essere dimessi il giorno stesso dell’intervento dopo
un’osservazione di alcune ore. ·
Anestesia
spinale: determina un’insensibilità del corpo dall’ombelico in giù. Questo
comporta una mobilizzazione più ritardata per l’impossibilità a muovere le
gambe nelle prime ore ed una transitoria ritenzione urinaria, quest’ultimo
fatto potrà rendere necessaria la cateterizzazione estemporanea. L’utilizzo di queste due tecniche anestesiologiche
consente di operare anche chi ha patologie cardiache o polmonari di una certa
importanza. ·
Anestesia
generale: con tutte le note implicazioni che questo comporta: maggior stress per
l’organismo, risveglio e ripresa delle normali attività quotidiane più
lenti. POSTOPERATORIO Dopo
l’intervento è meglio indossare slip contenitivi, meglio se elastici, per
circa un mese. La
rimozione dei punti avverrà presso
l’ambulatorio di chirurgia sette giorni circa dopo l’operazione. Una
volta dimessi sarà possibile condurre una vita pressochè normale badando
unicamente a non sollevare pesi eccessivi nelle prime settimane dopo
l’intervento. La
ripresa della attività lavorativa dipenderà dal tipo di lavoro e potrà
avvenire dopo 15 giorni circa salvo complicazioni. Dopo
circa 30 giorni si potrà ricominciare anche l’attivita’ sportiva. AVVERTENZE ·
Eventuali
dolori o bruciori della ferita sono assolutamente normali e regrediranno con il
tempo e l’eventuale assunzione di antidolorifici. ·
Può
essere normale la presenza di ecchimosi e piccoli ematomi intorno alla ferita
che scompariranno dopo un paio di settimane. ·
Ugualmente
può essere presente un’alterazione della sensibilità cutanea che scomparirà
dopo un mese circa. ·
Nell’uomo
è possibile che si presenti un modesto gonfiore dello scroto che regredirà con
l’uso delle mutande contenitive ed eventuale terapia antinfiammatoria. ·
La
reazione dell’organismo alla protesi in rete causa generalmente una
tumefazione sotto la ferita chirurgica che si riassorbirà completamente nel
giro di uno o due mesi. ·
In una
bassissima percentuale dei casi esiste la possibilità di un’intolleranza alla
rete che viene utilizzata per la plastica erniaria, in questo caso dovrà essere
rimossa con successivo intervento chirurgico. ·
Molto
bassa anche l’evenienza di una recidiva dell’ernia stessa. Questa eventualità,
pur realizzandosi in percentuale estremamente minore rispetto alle vecchie
tecniche senza utilizzo della rete, non può mai essere del tutto scongiurata. |
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